Vai al contenuto

Professione

Pubblicare un progetto online: che cosa preparare prima di caricare

Foto, panorami a 360 gradi, modelli 3D, disegni CAD: una guida pratica per presentare un lavoro in modo chiaro, completo e leggero da consultare.

Di wp_1150798 3 min di lettura
Primo piano di una facciata del plastico in luce radente: aperture profonde, cornici e balconi disegnati dalle ombre.

Pubblicare un progetto non significa caricare tutto ciò che si ha nel computer. Chi visita la scheda di un lavoro ha pochi minuti, spesso uno schermo piccolo e una connessione qualsiasi. Ha bisogno di capire che cosa è stato fatto, dove, per chi e perché; poi, se il progetto lo interessa, vuole entrare nei dettagli. Questa guida raccoglie le domande che ci arrivano più spesso e qualche consiglio per preparare i materiali prima di aprire il modulo.

Il testo: poche righe, ma vere

La descrizione è la parte che si scrive per ultima e si legge per prima. Funzionano bene tre o quattro paragrafi brevi: il contesto e la richiesta della committenza; l’idea principale del progetto, detta in una frase; due o tre scelte concrete che la mettono in pratica; lo stato attuale dei lavori. Meglio evitare gli aggettivi che non si possono verificare (“innovativo”, “sostenibile”, “iconico”) e preferire i numeri e le misure: quanti metri quadrati, quanti piani, che spessore hanno i muri, che cosa c’è dentro.

Un trucco che usano molti studi: scrivere prima la didascalia della copertina, in una sola riga, e poi costruire la descrizione attorno a quella frase. Se la riga non viene, forse l’idea del progetto non è ancora chiara nemmeno a chi lo presenta.

I campi della scheda (città, anno, stato, superficie, committente, crediti) non sono un dettaglio burocratico: servono a chi cerca progetti simili e permettono di filtrare l’archivio. I crediti, in particolare, sono un modo semplice per riconoscere il lavoro di collaboratori e consulenti.

Le immagini: una copertina e una sequenza

La copertina è l’immagine che appare negli elenchi: deve funzionare anche piccola. Una vista ad altezza d’occhio, con un primo piano leggibile e una luce chiara, di solito funziona meglio di un’assonometria complessa. Le immagini successive dovrebbero raccontare il progetto in ordine: dall’esterno all’interno, dal generale al particolare. Una tavola di pianta, anche semplificata, aiuta moltissimo.

Conviene esportare le foto con il lato lungo tra 1600 e 2400 pixel: abbastanza per gli schermi grandi, non così tanto da rallentare il caricamento. Se le immagini vengono da un plastico o da un modello, ditelo nella descrizione: nessuno lo considera un difetto.

I panorami a 360 gradi

Un panorama equirettangolare (il formato con proporzione due a uno) permette di “stare” in uno spazio come nessuna foto. Scegliete pochi punti di vista significativi: il centro di una corte, il punto d’ingresso di una sala, la metà di un percorso. Tenete l’orizzonte esattamente a metà altezza e la fotocamera, o la camera virtuale, all’altezza degli occhi, circa un metro e sessanta.

Il portale accetta panorami fino a dimensioni molto grandi, ma per i telefoni prepara anche una versione ridotta: caricate pure l’originale, al resto pensa il sito.

Il modello tridimensionale

Il formato accettato è GLB, cioè un file glTF binario che contiene geometria e materiali in un solo file. Quasi tutti i programmi di modellazione lo esportano direttamente o tramite un’estensione. Prima di esportare conviene semplificare: togliere gli oggetti nascosti, i dettagli che a schermo non si vedono, le texture enormi. Un modello leggero, sotto qualche decina di megabyte, si apre in pochi secondi anche su un telefono. Unità in metri e asse verticale corretto evitano sorprese.

I disegni CAD

Piante, sezioni e prospetti in formato DXF o PDF sono il materiale più apprezzato dai colleghi e dagli studenti. Prima di pubblicarli vale la pena ripulire i layer, eliminare i riferimenti esterni, controllare che le unità siano corrette e togliere qualsiasi dato personale o riservato: nomi dei proprietari, particelle catastali, indirizzi precisi. Per ogni file potete decidere se renderlo scaricabile oppure solo consultabile.

Prima di premere “invia”

Un ultimo controllo: avete il permesso del committente per pubblicare? Le immagini sono vostre o avete i diritti per usarle? I collaboratori sono citati? Se la risposta è sì a tutte e tre, il progetto è pronto. La redazione lo vedrà prima della pubblicazione se il profilo non è ancora verificato; altrimenti sarà online subito.

Da leggere dopo

La rivista

Uncategorized

Hello world!

Welcome to WordPress. This is your first post. Edit or delete it, then start writing!

1 min di lettura

Entra nella comunità

Per apprezzare i lavori e seguire gli architetti serve un account. È gratuito.

Accedi Crea un account