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Progetti

Una biblioteca come una piccola basilica

A Medicina, Officina Portici ha costruito una biblioteca civica con una sala di lettura alta nove metri e la luce che scende dall'alto. Matteo Gualandi racconta il progetto.

Di wp_1150798 3 min di lettura
Plastico della sala di lettura della biblioteca: due tavoli lunghi, lampade a sospensione e finestre alte.

La biblioteca civica che Officina Portici ha costruito a Medicina, nella pianura a est di Bologna, si riconosce da lontano per una ragione semplice: è più alta al centro che ai lati. Una navata alta, due navate basse. È la pianta di una basilica paleocristiana ed è anche, a ben guardare, la pianta di molti magazzini agricoli della zona. Matteo Gualandi, che ha guidato il progetto, sostiene che non sia una citazione: «È la forma più semplice per avere molta luce in mezzo e molto muro ai lati. Una biblioteca ha bisogno esattamente di questo.»

Uscire dal municipio

Fino a tre anni fa la biblioteca stava al primo piano del municipio, in tre stanze raggiungibili solo con una scala. Gli anziani non ci andavano, i ragazzi nemmeno. Quando il Comune ha deciso di costruire una sede nuova, su un’area libera accanto alla piazza, ha chiesto un edificio che si riconoscesse come pubblico senza diventare un monumento. «Il budget era quello di una scuola, la superficie meno di quattrocento metri quadrati. Non c’era spazio per i gesti inutili.»

La prima decisione è stata mettere tutta la lettura in un solo luogo. La sala centrale è alta quasi nove metri e prende luce dalle finestre di cleristorio, sopra i tetti piani delle navate laterali. La luce scende dall’alto e si diffonde sulle pareti chiare: sui tavoli non ci sono ombre nette né riflessi sugli schermi. «Abbiamo fatto le prove con un plastico e una lampada, ora per ora, prima ancora di disegnare le finestre.»

Gli scaffali tra le finestre

Le navate basse contengono i libri. Gli scaffali sono disposti perpendicolari al muro esterno, tra una finestra e l’altra, e formano piccole campate che funzionano come stanze: si entra, si cerca, ci si siede sotto una finestra. Ogni campata ha un tema, segnalato da una lettera dipinta sul muro. «Volevamo evitare l’effetto magazzino, gli scaffali in fila come in un supermercato. Qui ogni angolo ha la sua luce e un posto per sedersi.»

Gli arredi sono stati disegnati con l’edificio e costruiti su misura, in rovere, da un’azienda emiliana. I due tavoli lunghi della sala, il banco del prestito e gli scaffali hanno gli stessi spessori e gli stessi bordi arrotondati. Sopra i tavoli corre una fila di lampade a sospensione: di sera, quando la biblioteca resta aperta fino alle dieci, l’edificio diventa una lanterna sulla piazza.

Il sagrato

Una parte importante del progetto non si vede in pianta: è il sagrato. Davanti all’ingresso il pavimento in pietra della sala continua all’esterno e forma una piccola piazza, con quattro tigli e due panche. La soglia quasi sparisce. «D’estate i ragazzi studiano qui fuori anche quando la biblioteca è chiusa, perché c’è la rete senza fili e c’è l’ombra. Ci sembrava un risultato da non sottovalutare.»

Il sagrato ha anche un ruolo civico. Il Comune lo usa per le presentazioni dei libri, le letture per bambini, le serate d’estate. Il municipio è a cento metri: la biblioteca ha spostato di poco il centro del paese, senza toglierlo alla piazza storica.

Numeri e dubbi

In tre anni gli iscritti al prestito sono più che raddoppiati, e l’età media di chi frequenta la biblioteca è scesa di quasi vent’anni. Gualandi però non ama i bilanci trionfali. Il primo inverno la sala alta era troppo fredda vicino alle finestre, ed è servito un anno per regolare l’impianto a pavimento. Le finestre di cleristorio sono difficili da pulire. E la navata a nord è risultata più buia del previsto: lì sono finiti i periodici e i giornali, che si leggono vicino alla finestra.

«Un edificio pubblico si finisce davvero quando la gente ha cominciato a usarlo», dice. «Noi abbiamo fatto la parte più facile. Il resto lo stanno facendo le bibliotecarie.»

Nella scheda del progetto si possono vedere il panorama a 360 gradi della sala di lettura, girare il modello e scaricare la pianta. Nella filiera sono indicate le aziende che hanno realizzato serramenti, pietra, arredi e lampade.

Vai alla scheda del progetto “Biblioteca civica”

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