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Concorsi

Dieci aule e un cortile: com’è nato il progetto vincitore per una scuola primaria

Un concorso in due gradi, una giuria con due insegnanti e un cortile al centro di tutto. Officina Portici racconta il percorso che ha portato al progetto della nuova scuola di Budrio.

Di wp_1150798 3 min di lettura
Assonometria del plastico della scuola: due ali di aule con i tetti a shed attorno al cortile di gioco.

Il concorso per la nuova scuola primaria di Budrio, nella pianura bolognese, è stato uno dei concorsi in due gradi più seguiti dell’anno scorso in regione: quarantadue proposte al primo grado, cinque ammesse al secondo. L’ha vinto Officina Portici, lo studio bolognese di Matteo Gualandi, che in questi mesi sta completando il progetto esecutivo con l’ufficio tecnico comunale. Gli abbiamo chiesto di ripercorrere le tappe, dal bando alla proclamazione, con un occhio a ciò che può essere utile a chi partecipa.

Il bando e il sopralluogo

Il bando chiedeva dieci aule, una palestrina, una mensa e gli spazi comuni, al posto di un prefabbricato degli anni Settanta. Il lotto è ai margini del paese, tra un quartiere di villette e la campagna. «La prima cosa che abbiamo fatto è stata andare a vedere la scuola esistente durante l’intervallo», racconta Gualandi. «Abbiamo visto dove giocavano i bambini: non nel giardino davanti, che era di rappresentanza, ma in un angolo dietro, protetto dal vento, accanto all’orto. Lì abbiamo capito che il cortile doveva stare dentro la scuola, non davanti.»

Il documento preliminare alla progettazione era ben scritto, con un programma funzionale preciso e un costo massimo realistico. È un aspetto che Gualandi considera decisivo: «Un bando chiaro fa risparmiare settimane a quaranta gruppi. Quando il costo è irrealistico tutti barano un po’, e la giuria finisce per premiare chi bara meglio.»

Il primo grado: un’idea, due tavole

Al primo grado si consegnavano due tavole e una breve relazione, in forma anonima. Lo studio ha deciso di dire una cosa sola: due ali parallele di aule, un corridoio vetrato che le unisce, il cortile in mezzo. Una pianta schematica, una sezione con i tetti a shed e una vista del cortile ad altezza di bambino. «Nel primo grado la giuria guarda decine di proposte in poche ore. Se l’idea non si capisce in trenta secondi, è persa.»

I tetti a shed, con le vetrate rivolte a nord, sono stati la scelta tecnica più discussa. Portano nelle aule una luce uniforme e senza abbagliamento, lasciano le pareti libere per gli armadi e i lavori dei bambini e permettono di aprire le finestre alte per la ventilazione naturale. Costano un po’ più di un tetto piano, ma nel bilancio energetico si ripagano.

Il secondo grado: verificare tutto

Nel secondo grado la richiesta cambia: progetto più approfondito, stima dei costi, strategia energetica, cronoprogramma. Officina Portici ha coinvolto uno strutturista, uno studio di impianti e, cosa meno frequente, un’ex direttrice didattica. «Ci ha fatto cambiare tre cose che non avremmo mai visto da soli: la posizione dei bagni, troppo lontani dalle aule dei più piccoli; la larghezza del corridoio, che d’inverno diventa la palestra; e l’orto, che doveva avere un rubinetto e un ripostiglio per gli attrezzi.»

Nella fase di approfondimento lo studio ha consultato alcune aziende per verificare costi e dettagli: per le coperture a shed, per i lucernari, per la pavimentazione del cortile e per gli arredi delle aule. Non è un obbligo, ma aiuta a consegnare una stima credibile e a evitare sorprese quando il progetto diventa esecutivo.

La giuria

La giuria era composta da tre architetti, un ingegnere e due insegnanti della scuola. Nel verbale si legge che il progetto vincitore è stato premiato «per la chiarezza dell’impianto, la qualità degli spazi esterni e la coerenza tra costo stimato e soluzioni proposte». Gualandi aggiunge un dettaglio: «Le due insegnanti hanno fatto le domande più difficili. Ci hanno chiesto dove si mettono i cappotti bagnati. Non avevamo una risposta, e l’abbiamo trovata dopo.»

Che cosa resta

Il progetto esecutivo sarà pronto entro l’inverno e il cantiere dovrebbe partire la prossima primavera, per concludersi in tempo per l’anno scolastico successivo. Lo studio ha pubblicato sul portale il modello di concorso aggiornato con le richieste della giuria e la pianta del piano terra in formato DXF, insieme alla filiera delle aziende consultate.

Vai alla scheda del progetto “Scuola primaria a due ali”

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