Vai al contenuto

Città e territorio

Tornare al molo: piazze e mercati coperti nelle città di provincia

Un piazzale di servizio sul porto, un parcheggio che diventa mercato: due progetti recenti mostrano come uno spazio pubblico si possa ricavare togliendo, più che aggiungendo.

Di wp_1150798 3 min di lettura
Plastico della piazza del porto: la gradonata in pietra scende verso l'acqua accanto alla pensilina.

Nelle città italiane di provincia lo spazio pubblico più grande è spesso quello che nessuno ha progettato. Il piazzale davanti al porto, il parcheggio dove il giovedì si tiene il mercato, il largo dietro la chiesa usato come deposito. Sono luoghi che esistono già, hanno già un uso e una forma, e quasi sempre funzionano male. Due progetti pubblicati di recente sul portale, la Piazza del porto di Lavagna e il Mercato coperto di Battipaglia, provano a lavorare proprio lì: non su un terreno vuoto, ma su un vuoto usato male.

Il bordo dell’acqua

A Lavagna il piazzale tra le case porticate e il molo era asfaltato, pieno di auto d’estate e di barche d’inverno. Il Comune chiedeva di restituirlo ai pedoni, ma senza togliere al porto lo spazio di manovra che gli serve nei mesi freddi. Chiara Benvenuti ha scelto di non dividere la piazza in zone: ha lasciato quasi tutto libero e ha concentrato il progetto sul bordo.

Al centro del fronte sull’acqua il molo scende verso il mare con una gradonata in pietra di sette gradini larghi. Ci si siede, si pesca, d’estate si entra in acqua. «Il bordo di una banchina di solito è un limite: un salto, una ringhiera, un divieto. Qui volevamo che fosse il posto più frequentato della piazza.» A ovest una pensilina sottile in acciaio ripara le panche e il mercato del pesce del sabato. Per il resto c’è una pavimentazione continua, senza cordoli né gradini, attraversata da una fila di lampioni.

La lezione più interessante, però, riguarda l’inverno. Quando le barche tornano a terra la piazza torna a essere un piazzale di servizio, e il progetto lo prevede: la pavimentazione regge i carrelli, i lampioni sono fuori dalle traiettorie di manovra, la pensilina è abbastanza alta per passarci sotto con un mezzo. «Uno spazio pubblico in una città di mare deve saper fare due mestieri.»

Un tetto e basta

A Battipaglia il punto di partenza era un parcheggio senza ombra, usato una volta a settimana dal mercato rionale. Davide Esposito ha proposto di costruire soltanto un tetto: una grande copertura a capanna su telai in acciaio, senza muri, sotto la quale continua la pavimentazione della piazza. Gli altri sei giorni lo spazio coperto resta una piazza aperta, utile per le feste, per giocare quando piove, per sedersi d’estate.

Il progetto ha precedenti lunghi secoli: le logge e i mercati coperti dei centri storici, dove un tetto su colonne bastava a fare un luogo. «Abbiamo studiato le tettoie dei mercati ottocenteschi della regione», racconta Esposito. «Avevano tutto quello che serve: ombra, aria, luce dall’alto. Le abbiamo rifatte con i materiali e le norme di oggi.» Le due falde si fermano prima del colmo e lasciano una fessura coperta da un lucernario: d’estate l’aria calda esce da lì, e sotto si sta qualche grado più freschi che sulla strada.

I banchi sono stati provati per due mesi dai commercianti con alcuni prototipi in legno, prima dell’ordine definitivo. È un dettaglio che dice molto del metodo: chi usa lo spazio partecipa a disegnarlo.

Togliere invece di aggiungere

I due progetti hanno qualcosa in comune. In entrambi la parte più importante del lavoro è stata togliere: l’asfalto, le auto, i cordoli, le recinzioni, le funzioni sovrapposte. In entrambi quello che si aggiunge è poco e leggibile: una gradonata, una pensilina, un tetto. E in entrambi la durata conta più dell’effetto: pietra posata a giunti aperti per resistere alle mareggiate, acciaio zincato, legno che si può sostituire.

È un modo di lavorare che costa poco in materiali e molto in tempo: rilievi, incontri con i commercianti e con i pescatori, prove sul posto. Ma è anche un modo che le amministrazioni piccole possono permettersi, perché non richiede edifici nuovi né grandi espropri. Basta guardare di nuovo un luogo che si dava per scontato.

Le schede dei due progetti, con i panorami a 360 gradi, i modelli e le piante, sono qui: Piazza del porto e Mercato coperto.

Da leggere dopo

La rivista

Uncategorized

Hello world!

Welcome to WordPress. This is your first post. Edit or delete it, then start writing!

1 min di lettura

Entra nella comunità

Per apprezzare i lavori e seguire gli architetti serve un account. È gratuito.

Accedi Crea un account